Le Mostre dei Ferri Taglienti

Il Museo organizza ogni anno una serie di iniziative legate all’artigianato dei ferri taglienti. La più importante è l’annuale “Mostra dei Ferri Taglienti”, che si tiene a Scarperia da più di 45 anni. Il Centro di Ricerca e Documentazione sull’Artigianato dei Ferri Taglienti, composto da esperti del settore, sceglie di anno in anno splendide lame da esporre al Palazzo dei Vicari, per evidenziarne il confronto con la storia scarperiese. Ogni edizione varia dalla precedente, e cerca di portare a Scarperia lame sempre diverse. In passato sono state esposte katane Giapponesi, lame africane, del sub-continente indiano, spagnole, lame appartenenti a collezioni private, lame da caccia, lame da medicina, rasoi e molto altro.

46° Mostra dei Ferri Taglienti a Scarperia

“Le coltellerie di Scarperia – Tradizione e innovazioni”

La 46a Mostra dei Ferri Taglienti per l’anno 2019, ventennale dell’inaugurazione del Museo dei Ferri Taglienti, avrà come soggetto la produzione dei coltellinai di Scarperia. Oltre all’esposizione dei prodotti più innovativi presentati dalle coltellerie artigiane produttrici,si intende proporre un percorso di ricerca e illustrazione della più recente storia artigiana del paese, a partire dalla seconda metà degli Anni Novanta fino all’epoca attuale. Questa parte della storia della coltelleria è sconosciuta alla maggioranza dei residenti e dei visitatori del museo, ed è invece molto importante sottolineare come, dopo un periodo di stallo (anni Ottanta del secolo scorso) nel quale i prodotti in vendita erano di bassa qualità (nella scelta delle materie prime) e con modelli standard privi di qualsiasi ricerca di natura professionale, si è voluto rilanciare la produzione con nuovi soggetti, talora estranei al mondo dei coltellinai e scommettendo su nuove professionalità nate in famiglie della tradizione artigiana dopo un periodo in cui i membri della stessa erano ormai inseriti nella produzione industriale. Tale produzione si caratterizzava per un alto livello di specializzazione che impediva ai soggetti, seppure utilizzatori di materie prime di alta qualità, di conoscere in ogni passaggio la realizzazione dei coltelli. Solo i coltellinai sono in grado di raccontare questo processo economico e professionale. Ed è quanto dovrebbe narrare la mostra, a fianco dei prodotti. Materiali,modelli, processo del lavoro, coadiuvato da immagini di alta qualità, sia dei prodotti che delle attività

45° Mostra dei Ferri Taglienti a Scarperia

“Navajas da sogno” – dalla Spagna la collezione del Museo Municipal de la Cuchilleria de Albacete

La mostra nasce in collaborazione con il Museo Municipal de la Cuchilleria de Albacete (Spagna) e vuole aprire un significativo confronto tra gli aspetti della tradizionale produzione di lame di Scarperia con quelle del paese di Albacete. Si tratta di 140 pezzi di peculiare rilevanza storica e artistica distribuiti in coltelli, navajas, pugnali e forbici realizzati tra il XVIII ed il XXI secolo. In previsione della annuale Mostra promossa dal Museo dei Ferri Taglienti nell’ambito del programma di valorizzazione/promozione delle peculiarità dell’artigianato scarperiese, è stato avviata una significativa collaborazione con il Museo Municipal de la Cuchelleria di Albacete che ha accolto con molto favore l’idea di trasferire una parte delle proprie collezioni nelle sale del Palazzo dei Vicari di Scarperia. L’esposizione, oltre a mettere in luce le caratteristiche della coltelleria spagnola, richiamerà l’attenzione sulle modalità di commercializzazione dei prodotti affidata all’attività del coltellinaio ambulante che smerciava i propri prodotti offrendoli ai viaggiatori che utilizzavano la rete ferroviaria e viaria che faceva capo ad Albacete.

44° mostra Splendore di lame

 

La mostra nasce in collaborazione con il Museo Stibbert di Firenze e vuole aprire un significativo confronto con gli aspetti della produzione di lame di qualità in ambito internazionale di peculiare rilevanza storica e artistica. Il percorso espositivo previsto dal Museo dei Ferri Taglienti per il 2017 propone un itinerario intorno alle armi “da offesa” e “da parata” appartenenti al subcontinente indiano. Si tratta di una selezione di armi bianche significative per la tipologia delle lame e per la preziosità della loro decorazione con l’impiego di metalli e pietre preziose. Un ulteriore elemento di unicità è poi da riconoscere nella presenza di elementi decorativi sia nelle impugnature di spade e pugnali che nei rispettivi foderi e astucci metallici lavorati finemente, riproducendo elementi vegetali e /o elementi animali con grande abilità e raffinatezza del disegno.

43° Mostra dei Ferri Taglienti a Scarperia

“Lame dal Corno d’Africa”

La tradizionale Mostra dei Ferri Taglienti, ospitata nel Palazzo dei Vicari di Scarperia e patrocinata dal Comune di Scarperia e San Piero, giunge quest’anno alla sua 43° Edizione, dal tema “Lame del Corno d’Africa”.
Realizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione sull’Artigianato dei Ferri Taglienti con il coordinamento tecnico della Pro Loco di Scarperia, vede la rinnovata collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze, sezione di Antropologia e Etnologia, dal quale provengono tutti i manufatti esposti.
La volontà del Centro di Ricerca di indagare la varietà delle lavorazioni e l’articolazione dei manufatti di altri popoli e Paesi, anche oltre i confini europei, ha portato negli anni ad organizzare un’esposizione dedicata alle Lame d’Africa nel 2001, una sui coltelli dell’Arcipelago Indonesiano, nel 2009, fino alla recente mostra sulle “Lame dei Samurai” della scorsa edizione.
Le opere in mostra quest’anno sono materiali raccolti durante la “Missione Eritrea” organizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1905-06, con lo scopo di studiare il territorio della nuova colonia italiana, dal punto di vista geografico, geologico, antropologico ed etnografico.
I ferri taglienti esposti nelle sale del piano nobile del Palazzo dei Vicari sono rappresentativi della vita lavorativa eritrea ed etiope; vi figurano asce, coltelli, falcetti, zappe, scalpelli, ma anche oggetti per la cura della persona, come rasoi. Inoltre, tra i pezzi più pregevoli, vi sono gli oggetti appartenenti all’apparato cerimoniale connesso alla guerra, come lance, spade, pugnali completi di foderi, una sciabola da parata con fregio su entrambi i lati e uno scudo di cuoio decorato con motivi geometrici.
L’inaugurazione della mostra avrà luogo sabato 30 Luglio alle ore 11:00 negli spazi del Palazzo dei Vicari a Scarperia, nel comune di Scarperia e San Piero (Fi). A seguire visita guidata alla mostra e aperitivo.
L’esposizione resterà visitabile fino al 30 ottobre, con orario di apertura da mercoledì a domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.

Token, le lame dei Samurai” arte & tecnica della forgiatura in Giappone

 

Dal 01 Agosto al 27 Settembre 2015 

Per la quarantaduesima edizione della Mostra dei Ferri Taglienti la Pro Loco di Scarperia e il Centro di Ricerca sui Ferri Taglienti hanno deciso di rinnovare la collaborazione con l’Associazione Italiana per la Spada Giapponese (I.N.T.K.), che nell’autunno del 2013 aveva portato alla straordinaria dimostrazione di forgiatura a cura del maestro Yoshindo Yoshihara.

In quell’occasione il maestro, uno dei più abili e famosi al mondo e dichiarato “Tesoro vivente per la prefettura e la città di Tōkyō”, aveva affascinato i presenti con una suggestiva esibizione dell’arte tramandata oralmente di padre in figlio da centinaia di anni.

Questa volta invece, le sale nobili del Palazzo dei Vicari ospitano un nucleo di preziosissime lame giapponesi rese disponibili grazie ai prestiti dell’I.N.T.K. e di alcuni dei suoi membri.

L’esibizione illustra le fasi del processo di fusione dell’acciaio, ottenuto da speciali sabbie ferrose fuse nella fornace detta “tatara” e mostra anche una porzione dell’”acciaio gioiello”, nucleo di partenza per la forgiatura delle lame.

Tra le opere esposte ci sono lame di varie lunghezze, dai corti pugnali, chiamati tantō,ai wakizashi, spade tra i 30 e i 60 cm, fino ai tachi e katana superiori ai 60 cm.

L’arco temporale rappresentato va dai tachi più antichi del XIII e XIV secolo, fino a spade contemporanee forgiate da Yoshindo Yoshihara negli anni 2000. Molti sono gli esemplari appartenenti alla nuova era delle spade giapponesi, il XVI e XVII secolo.
L’allestimento delle opere in alcuni casi prevede che le lame siano esposte senza la loro montatura, in modo da rendere visibile anche la firma apposta sul codolo, ovvero la parte grezza che resta normalmente coperta dall’impugnatura.

Le altre incisioni visibili sulle lame, sono invece i ricchi “horimono”, disegni realizzati a bulino ai lati delle lame, raffiguranti draghi o divinità shinto.
Non mancano in mostra anche i foderi, in legno laccato con applicazioni in metallo, le impugnature in pelle di razza ricoperte da fasce di seta, cotone o pelle e le guardie, la parte più decorata delle spade, dove la maestria dei decoratori poteva sfogarsi per raffigurare paesaggi marini, fluviali o raffinati intrecci di fiori.
La mostra vuole quindi essere l’occasione per apprezzare i frutti di un’arte pregevole, figlia di un mondo lontano dal nostro, ma non così diverso per quanto riguarda la passione e l’abilità dei maestri forgiatori.

Belli e terribili. I coltelli a scatto della collezione Di Bon

 

Dal 02 Agosto al 28 Settembra 2014

La mostra dei Ferri Taglienti di Scarperia, giunta alla sua 41ª edizione, ha ospitato negli anni esemplari della produzione di coltelli e di ferri taglienti di diverse fogge e tipologie: sono stati in esposizione a Scarperia i coltelli regionali provenienti da vari centri produttori d’Italia come Frosolone, Maniago, Premana e Pattada; abbiamo ospitato la produzione dei più importanti centri produttori europei come Sheffield, Albacete, Laguiole, Solingen; abbiamo fatto un’incursione negli Stati Uniti con la collezione Randall e poi… esposizioni su forbici, rasoi, strumenti chirurgici, lame per uso agricolo come falci, falcetti e pennati.
Non sono mancate grandi collaborazioni con musei prestigiosi come il Museo Etnografico di Torino, Il Museo Antropologico e il Museo del Bargello di Firenze che hanno permesso di esporre lame africane, asiatiche o esemplari antichi.

La collaborazione con l’Associazione Italiana per la Spada Giapponese ha consentito nello scorso autunno lo svolgersi, tra le mura del Palazzo dei Vicari a Scarperia, la tempra di una lama da parte del maestro Yoshindo Yoshihara, Tesoro vivente della città e della prefettura di Tokyo, uno dei maggiori maestri del suo paese.

Con le sue attività di ricerca ed espositive, coordinate dal Centro per la Ricerca e la documentazione sui Ferri Taglienti, l’amministrazione comunale di Scarperia vuole rafforzare il ruolo e la vocazione di centro produttore dell’artigianato dei ferri taglienti -radicato nel DNA di questa terra – ma vuole anche dare vitalità ad attività di studio, ricerca, sperimentazione e innovazione in questo settore.
Alla continua ricerca di nuovi tesori da portare in esposizione presso il Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia, quest’anno ci siamo imbattuti in una preziosa collezione di coltelli a scatto, tanto “belli” quanto “terribili”, come propone il titolo della 41ª Mostra dei Ferri Taglienti: i coltelli a scatto del collezionista maniaghese Lucio Di Bon.

 

 

La collezione di Lucio Di Bon, imprenditore del distretto produttivo di Maniago con
un’azienda specializzata in immanicature, conta quasi cinquecento esemplari, alcuni dei quali molto rari, con una varietà dei pezzi che testimonia il rilievo internazionale raggiunto dall’arte coltellinaia maniaghese in questo settore. Con la precisione del raccoglitore,  coltelli sono suddivisi per tipologia e per epoca, lasciando spazio a qualche igressione nelle produzioni di altre aree geografiche, europee ed extraeuropee.

Nella collezione compaiono alcuni rari esemplari maniaghesi della fine ‘800 e primi ‘900 nteramente realizzati a mano e numerati in ogni loro componente e coltelli con archi rari da trovare, come ‘Coricama’ di cui a Maniago non è rimasta traccia ausa la severa politica aziendale che impediva alle officine che lavoravano per
la ditta di tenere per sé alcun coltello, neanche quelli imperfetti. Nella collezione roviamo molti stiletti del periodo d’oro degli anni ‘50 e ‘60, quando questi oggetti aggiungono il massimo della perfezione, coltelli più recenti degli anni ‘70 e ‘80, poca in cui si sperimenta poco a livello di meccanismi, ma ci si diverte a variare
forme e materiali.

Per legge i coltelli a scatto sono a tutti gli effetti delle ‘armi’, ma il collezionista di uesti coltelli solitamente non risponde all’identikit dell’appassionato di armi, in quanto è più attirato dalla loro meccanica e forma estetica che dalle loro potenzialità offensive. nonostante l’aspetto più apertamente minaccioso e aggressivo, il coltello a scatto “molletta” è in realtà molto meno utilizzato come arma rispetto ad altri coltelli,
come quelli a serramanico e da cucina.

È la qualità estetica di questi manufatti di pregio che vogliamo mostrare ai visitatori della nostra mostra. Non mancherà naturalmente il raffronto con la produzione scarperiese, improntata sulla produzione di oggetti di utilizzo quotidiano e di supporto alle attività umane.

Questa mostra costituisce una ulteriore tappa nello studio delle varie tipologie di coltelli e ferri taglienti, nel cammino intrapreso ormai da anni dal nostro Centro di Ricerca e Documentazione sui Ferri Taglienti che, proseguendo studi già intrapresi nel passato da importanti studiosi ma ormai datati, non senza una certa ambizione, mira a creare un catalogo nazionale dei coltelli, ‘il catalogo’ della produzione italiana.

Scarperia- Laguiole – Il museo invita i musei 2013

 

Dal 27 Luglio al 29 Settembre 2013

La manifestazione intende porre a confronto la produzione artigianale dei ferri taglienti che ha caratterizzato e caratterizza i centri di Scarperia e Laguiole , costituendone un elemento significativo di identità.

Proprio per rendere possibile tale confronto il percorso espositivo segue le dinamiche secondo cui l’attività di lavorazione dei ferri taglienti si è andata affermando nel tempo storico, anche in rapporto alle caratteristiche economiche e ambientali del territorio di riferimento.

Pertanto una prima sezione della mostra dovrebbe mettere in luce le fasi di nascita e crescita della attività di produzione dei ferri taglienti, considerando le diverse tipologie legate all’uso molteplice nel lavoro agricolo e nelle attività quotidiane. Sarà oggetto di particolare attenzione l’individuazione delle prime esperienze produttive alla luce di possibili innovazioni tecniche nonchè in rapporto a richieste /esigenze avanzate dalle popolazioni locali.

Sarà quindi ( seconda sezione) necessario fornire indicazioni sul grado di diffusione dell’attività di coltellinai e affini mentre si farà riferimento alla peculiarità degli oggetti (coltelli e ferri taglienti) sia dal punto di vista dell’impiego dei materiali che per le tipologie elaborate e messe a punto di volta in volta.
La ricchezza tipologico-formale ( terza sezione) della produzione potrà essere illustrata da un repertorio di oggetti realizzati , nonché dall’impiego di materiali e tecniche della lavorazione artigianale e proto-industriale; possono essere qui illustrate le attrezzature ( utensili, macchinari, ecc.) e l’ambiente di lavoro ( fonti energetiche, officina, laboratorio, bottega).

La quarta sezione sarà incentrata sulla produzione attuale delle coltellerie con particolare attenzione per il design e per le innovazioni nell’uso dei materiali; potranno far parte della sezione studi e progetti adatti a rinnovare la produzione e ad assicurare un possibile allargamento del mercato di coltelli e ferri taglienti.

Potrebbe essere molto utile una raccolta iconografica e/o fotografica con particolare attenzione alle immagini d’epoca ed all’iconografia storica, nonché la eventuale raccolta di cataloghi della produzione originale e più caratteristica.
Il percorso espositivo prevede la messa a punto di pannelli illustrativi che affiancheranno gli oggetti esposti e ne daranno le opportune connotazioni anche tecniche.

Il Museo ospita i Musei

 

Dal 25 Agosto   al 16 Settembre 2012

Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia – Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago
Con la trentanovesima mostra dei Ferri Taglienti si inizia un percorso di ricerca indirizzato a mettere in luce le peculiarità della produzione di coltelli e ferri taglienti di quei centri che, come Scarperia, sono riusciti a conservare tipologie tradizionali accanto a proposte di rinnovamento sia formale sia nell’impiego di nuovi materiali e tecnologie.

Il Museo dei Ferri Taglienti di Scarperia invitando il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie di Maniago vuole sollecitare un confronto fra modalità e tecniche di lavorazione, fra professionalità degli operatori e infine propone una significativa esperienza di collaborazione fra strutture museali.

Il Museo di Maniago è presente con una collezione di “coltelli a scatto”, per la prima volta presentata al pubblico, che comprende oltre alle principali tipologie di stiletti (stil), anche coltelli da caccia (“catalana” e “spes”). Sono poi presentati i progetti, eseguiti da studenti delle scuole maniaghesi, di diverse tipologie di coltelli d’uso quotidiano e da cucina, a testimonianza delle valenze e delle prospettive attuali della produzione maniaghese.

Lame e coltelli d’Italia

Dal 25 Agosto al 27 Settembre 2011

L’edizione 2011 della tradizionale Mostra dei Ferri Taglienti di Scarperia sarà indubbiamente dedicata all’Italia, nei suoi 150° anni dall’ Unità. Siamo dunque giunti alla 38° Mostra dei Ferri Taglienti, divenuta una delle manifestazioni del settore di maggior rilevanza a livello nazionale. “Lame e coltelli d’Italia” è il titolo della manifestazione organizzata dal Centro di Documentazione e Ricerca dei Ferri Taglienti, in collaborazione con Comune di Scarperia e Pro Loco Scarperia, che sarà ospitata dal 27 agosto al 25 settembre, nelle sale nobili del magnifico Palazzo dei Vicari.

Scarperia, Maniago, Frosolone, Pattada, Premana, sono luoghi di produzione di coltelli, lame e ferri taglienti. Alcuni hanno mantenuto la tradizione di questo specialissimo artigianato, altri hanno ripreso la produzione dopo intervalli più o meno lunghi di oblio, alcuni infine hanno riscoperto un sapere dimenticato e ne hanno intravisto le potenzialità di economia e di lavoro. In occasione del 150° anniversario dell’Unità italiana agli organizzatori è sembrato particolarmente significativo proporre il confronto fra esperienze produttive, modelli e tipologie di utensili del quotidiano, come di manufatti d’arte, che hanno accompagnato la vita e la storia di singoli e di comunità prima e dopo l’Italia unita. Il percorso espositivo tocca i temi relativi alle significative modifiche nella produzione dei ferri taglienti in rapporto alle nuove normative di legge dello stato italiano; mette in luce la circolazione di modelli regionali sul territorio nazionale e infine le differenti modalità di commercio promosse da artigiani e ditte del settore. Uno sguardo particolare è riservato all’evoluzione tecnologica in relazione ai materiali utilizzati, in particolare l’acciaio per le lame.
E questo weekend in occasione dell’inaugurazione, ovvero sia Sabato 27 che Domenica 28 Agosto, sarà presente a Scarperia anche il Gruppo Storico “Militaria 1848-1918” di Torino che animerà l’evento con una dimostrazione storica ambientata nel periodo risorgimentale.

Lame da Lavoro

 

Dal 28 Agosto al 19 Settembre 2010

Il 28 agosto verrà inaugurata a Scarperia la XXXVII edizione della Mostra dei Ferri Taglienti, ospitata fino al 19 settembre nelle sale del Palazzo dei Vicari. Tale manifestazione, di estrema rilevanza a livello nazionale, prende quest’anno in esame il molteplice utilizzo delle “lame da lavoro” nell’ambito dell’attività agricole e boschiva. Fra la produzione di coltelli, cesoie, ferri taglienti, gli arnesi agricoli hanno occupato un posto particolare che ha caratterizzato la comunità di Scarperia fino dalla sua nascita; come il coltello a serramanico era un oggetto d’uso comune adatto a risolvere i mille piccoli problemi del quotidiano, la roncola, il pennato, il falcetto e la falce fienaia erano arnesi strettamente connessi al mondo agricolo ed ai lavori dei campi.

All’interno del Museo dei Ferri Taglienti prosegue invece la Mostra dedicata al “Maremmano”, che si concluderà nella stessa data della precedente, nella quale sono esposti esemplari della collezione museale e riproduzioni di questo modello eseguite dalle manifatture scarperiesi.

Lame d’Oriente

 

Dal 22 Maggio al 14 Settembre 2009 

Dal 22 maggio sono in mostra nelle sale del Palazzo dei Vicari di Scarperia coltelli di grande interesse etnologico, provenienti dall’area delle isole di Sumatra (Indonesia). Si tratta di lame raccolte dal naturalista ed etnografo fiorentino Elio Modigliani negli ultimi decenni dell’Ottocento e conservate attualmente presso il Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze.

Coltelli da lavoro, coltelli cerimoniali, coltelli da combattimento di varie tipologie, che documentano la vita sociale, economica e cerimoniale di popolazioni, che –ai tempi di Modigliani – erano ancora poco conosciute e relativamente ‘primitive’. Nei villaggi, tra i quali tali popolazioni erano distribuite, dominati da una conflittualità armata endemica tra gruppo e gruppo, spinta fino alla pratica del taglio della testa del nemico per ricavarne un trofeo umano, la produzione e l’uso di coltelli avevano un valore strategico. Essi, tuttavia, non ci parlano solo di violenze e guerre. Anzi.

Finemente lavorati o rozzi, nella varietà delle forme e dei materiali adottati per costruirli, ci lasciano intravedere la destrezza dei fabbri di queste isole, i molteplici usi pacifici cui i coltelli erano destinati, il loro valore economico nel sistema indigeno degli scambi tra merci e merci. La mostra scarperiese di quest’anno, che costituisce il seguito di quella dedicata, nel 2001, ai coltelli africani, ha il pregio di offrire al pubblico un documento, che ci consente di meglio conoscere e comprendere in senso etno-antropologico culture “altre-da-noi”, lontane nello spazio e nel tempo, allargando lo sguardo sulla loro vita sociale e sul contesto che fa da sfondo a questa preziosa raccolta di lame. Con una piccola grande scoperta: Elio Modigliani, nel corso delle sue esplorazioni da isola a isola, per convincere i nativi a cedergli i prodotti della loro cultura materiale, usò come ‘moneta di pagamento’ anche coltelli di Scarperia che si era portato dall’Italia.

L’Arte della caccia

Dal 25 Maggio al 14 Settembre 2008

Il Museo dei Ferri Taglienti , continuando il lavoro di valorizzazione delle collezioni, propone quest’anno la mostra “L’Arte della Caccia – usi costumi segreti coltelli” che punterà l’attenzione sugli strumenti, in particolare coltelli, utilizzati nell’arte venatoria praticata da signori e principi, ma anche sulla attività di cattura della selvaggina più minuta condotta da contadini e popolani anche infrangendo leggi e norme che rendevano la caccia un privilegio dei ceti nobiliari .
La mostra è organizzata in sezioni tematiche che prendono in esame i variegati aspetti della attività venatoria così come si sono andati definendo nel tempo storico , giovandosi di un ricco e suggestivo repertorio iconografico – dai mosaici alle miniature, degli affreschi ai quadri, alle sculture , ai gioielli, agli arredi – adatto ad illustrare le tecniche di cattura nonché il valore simbolico attribuito alla preda ed al suo consumo.

Non può naturalmente mancare il riferimento al trattato sulla caccia scritto da Federico II che sarà in mostra ( in fac simile ) insieme ad altri preziosi manoscritti miniati .
Ma un’attenzione particolare sarà dedicata alla attività venatoria della famiglia Medici ed in particolare alle battute di caccia organizzate nelle Bandite mugellane di Cafaggiolo , Trebbio e Panna; infatti i boschi e le selve mugellane erano fra i preferiti per l’abbondanza e la varietà della selvaggina come è testimoniato anche dal poemetto giocoso scritto da Lorenzo il Magnifico , “Uccellagione di starne”, in occasione di una famosa battuta di caccia svoltasi nei boschi di Cafaggiolo.

Un ricco repertorio di coltelli da caccia , provenienti da diverse aree italiane, sarà illustrato per le qualità tecniche nonché per il carattere di vero e proprio manufatto d’arte raggiunto ; alle collezioni del museo si sommano i pezzi più pregiati della collezione Salvatici messi generosamente a disposizione dalla famiglia del collezionista e indimenticato collaboratore del Museo dei Ferri Taglienti.

Coltelli. Per arte, per lavoro, per passione. L’eccellenza della tradizione

 

Dal 8 Giugno al 9 Settembre 2007

La Mostra dei Ferri Taglienti oggi alla 34° edizione ha come tema “Coltelli. Per arte, per lavoro, per passione. L’eccellenza della tradizione” inaugurata il giorno 8 giugno, sarà visitabile fino al 9 settembre 2007.

La manifestazione prende in considerazione la produzione di coltelli e ferri taglienti realizzata dai maestri coltellinai e dalle aziende di Scarperia nella seconda metà del ‘900 , un periodo in cui la produzione dei coltelli ha conosciuto una drastica riduzione ed un sostanziale cambiamento della organizzazione produttiva delle imprese artigiane.
Sono state proprio le aziende artigiane in grado di adeguarsi al cambiamento, grazie anche alla spinta dell’Amministrazione comunale attraverso la costituzione nel 1987 del Centro di ricerca e documentazione sull’artigianato dei ferri taglienti, che ha ridato alle aziende le conoscenze storiche e ha valorizzato la tradizionale produzione scarperiese.

Le Aziende hanno lavorato per mantenere la riconosciuta qualità dei prodotti, garantendo in buona misura il rilancio della produzione attuale, anche rinnovando il catalogo merceologico e affiancando ai modelli più tradizionali , prodotti attenti al gusto di un design internazionale.

La tradizione familiare di mestiere ed uno spirito imprenditoriale in faticosa affermazione che hanno permesso la trasmissione dei saperi fino all’oggi , perpetuando una secolare tradizione di artigianato d’arte, sono i motivi conduttori della mostra che vedrà l’esposizione delle collezioni di prodotti dei maestri artigiani che hanno contribuito alla fama della specializzazione produttiva di Scarperia.

SCARPERIA 700 ANNI. Da terra nuova a Vicariato del Mugello

 

Dal 1 Giugno al 3 Settembre 2006

In occasione del settecentesimo anniversario della fondazione di Scarperia è prevista la realizzazione di una manifestazione espositiva didattico-documentaria incentrata sul momento della fondazione del centro e sui primi secoli di vita della popolazione che, grazie agli incentivi ed alla protezione offerta da Firenze, poteva risiedere all’interno delle mura della nuova “terra”.

La fondazione di Castel San Barnaba-Scarperia faceva parte di un programma di organizzazione del territorio messo in atto dalla Repubblica Fiorentina fra gli ultimi anni del ‘200 e i primi decenni del ‘300, per debellare definitivamente la feudalità che ancora dominava nelle aree più lontane dalla Dominante. Scarperia, così come Firenzuola, vennero fondate in funzione anti Ubaldini, i potenti feudatari dell’Alpe appenninica, ma erano destinate a divenire dei veri e propri centri di presidio per la strada transappenninica che rappresentava il principale se non unico collegamento della repubblica verso nord e con le fertili pianure del bolognese.
E la grande arteria viaria posta al centro del nuovo insediamento, costituendone l’elemento ordinatore dell’abitato nonché il fattore più importante per la crescita della “terra”.

La manifestazione , oltre ad un apparato illustrativo in grado di ricostruire il clima in cui si sono svolti i principali avvenimenti dei primi secoli di vita del centro, utilizzerà l’esposizione di documenti originali (depositati presso l’Archivio di Stato di Firenze) relativi alla fondazione ed alle prerogative del centro, nonché alla qualità del tessuto insediativo e della popolazione compresa entro le mura.

Le forme del coltello

 

Dal 4 Giugno al 18 Settembre 2005

La Mostra, che si inaugura venerdì 3 giugno alle ore 17,00, si articola in due momenti diversi e sotto certi aspetti complementari, la produzione di coltelli tradizionale italiana e non, raccolta da un grande esperto e studioso di coltelli che ha collaborato per anni con il Comune di Scarperia e il Centro di ricerca ferri taglienti e la prospettiva dell’innovazione.

La prima parte della mostra dal titolo: La passione di un collezionista: i coltelli di Luciano Salvatici, espone più di cento coltelli tra pieghevoli e a lama fissa rappresentativi delle più importanti produzioni italiane ed europee, con alcuni esemplari anche extraeuropei, raccolti da Luciano Salvatici nel corso di una vita ed esemplificativi della sua più vasta collezione.
Scarperia intende in questo modo rendere omaggio allo studioso, di recente scomparso, che ha avuto un ruolo fondamentale in tutte le iniziative promosse dall’Amministrazione comunale per la valorizzazione dei ferri taglienti scarperiesi e che ha rappresentato a livello nazionale un punto di riferimento unico nel settore.
Tra i coltelli esposti, una serie di coltelli fatti interamente a mano da Luciano Salvatici, riproduzioni fedeli di coltelli tradizionali.

L’altra parte della mostra dal titolo: “Le forme del coltello: ricerca, design, arte contemporanea” , curata da Kore Arte contemporanea, e inserita nel circuito regionale TRA ART (circuito regionale arte contemporanea) documenta il processo d’innovazione, frutto del lavoro di più competenze. Produzioni nel campo del design e dell’arte che hanno contribuito a ridisegnare la forma del coltello per partecipare alla creazione di un plusvalore necessario alle imprese come unica variabile competitiva da proporre sui mercati internazionali.
Per la realizzazione del progetto della mostra “Le forme del coltello” il corso di laurea di Disegno Industriale dell’Università di Firenze ha lavorato alla ricerca e alla selezione di design degli oggetti esposti su un vasto numero di aziende europee.

A corredo della mostra gli studenti dell’ultimo anno del Corso di Laurea dell’Università di Firenze presentano un selezionato gruppo di progetti da realizzare con le aziende di Scarperia.
In mostra arte contemporanea con le opere ispirate alle forme del coltello di Vittorio Corsini, Carlo Fei, Radu Dragomirescu, Jannis Kounellis avvicina in un processo culturale attivo i diversi settori.
Il progetto presentato da Kore Arte Contemporanea vuol sottolineare le complessità e le affinità tra produzione, cultura e territorio. Un catalogo documenterà la mostra.

Lame al femminile

Dal 29 Maggio al 19 Settembre 2004

La Mostra sarà un’ occasione per riflettere sulle principali occupazioni femminile del passato, legate alle arti del cucito e del ricamo e nello stesso tempo intende offrire un’ampia esemplificazione della produzione di forbici, uno dei principali strumenti di queste arti.

Grazie alla collaborazione di diversi collezionisti italiani e agli esemplari posseduti dal museo dei ferri taglienti di Scarperia saranno esposte forbici di diversa provenienza e di diverse epoche, dal XVI secolo in poi, legate comunque ad attività delle donne: forbici da cucito e da ricamo, ma anche forbici spegnimoccolo, forbici per tagliare lo zucchero, preziosi e raffinati astucci con set da ricamo per le donne più ricche, chatelaines da portare alla cintura con tutti gli strumenti per esercitare il proprio ruolo di padrona di casa, fino alle forbici di uso comune, molte delle quali prodotte proprio a Scarperia.

L’allestimento sarà arricchito con ricami antichi oppure legati alla produzione locale.
Completerà la mostra un interessante studio sulla produzione di forbici a Scarperia.

Lame da offesa e da parata

 

Dal 31 Maggio al 14 Settembre 2003

La XXX edizione della mostra di Scarperia è dedicata al tema del passaggio di viaggiatori ed armati in transito attraverso il Passo del Giogo e con sosta a Scarperia dal XV al XVIII secolo.

Sono esposti circa 70 pezzi tra armi e coltelli, provenienti dal Museo Stibbert e ricostruzioni filologiche di abiti dell’epoca, che insieme alla scenografia dell’allestimento, ci aiuteranno a rivivere le abitudini e le necessità legate al viaggio nel passato.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni: 1) Rituali cortesi nel quattrocento; 2) L’offesa e la difesa; 3) Il cerimoniale principesco; 4) La caccia; 5) Coltelleria da tavola e da viaggio.
La mostra di Scarperia mette in evidenza del materiale dello Stibbert non molto conosciuto, inquadrandolo in un tema storico: quello del ruolo che questo centro del Mugello ebbe dal XVI al XVIII secolo, sia come sede di vicariato nell’organizzazione territoriale del Ducato – e poi Granducato – di Toscana, sia come luogo di transito di «forestieri». Uomini d’arme, truppe, mercanti, viaggiatori, pellegrini e quant’altri che percorrevano la via che valica l’Appennino al Passo del Giogo vi facevano tappa per rifocillarsi e pernottare. Questa umanità eterogenea per condizioni e provenienza recava armi, ma anche posate personali, diverse secondo la propria origine, che poteva collocarsi in uno dei vari stati e staterelli in cui era frazionata l’Italia, oppure in terre assai più lontane.

Coerentemente con questa impostazione, solo alcuni pezzi importanti sono toscani, come il bel corsaletto della Guardia Medicea di Ferdinando I, o le tipiche balestre a pallottole con cui ci si dilettava nella caccia agli uccelli. Si può se mai osservare che, come quasi sempre accade, manca ciò che apparteneva ai più umili: la modesta posata del pellegrino, il rustico coltellaccio tuttofare del viandante di basso rango non avevano qualità tali da essere considerati degni di venire conservati.

Se il quadro privilegia inevitabilmente gli armati e i signori, è però vivacizzato da un certo numero di capi d’abbigliamento relativi all’epoca considerata. Si tratta di scrupolose ricostruzioni effettuate sulla scorta di immagini d’epoca e dovute alla passione e alla competenza di Sara Piccolo Paci, che da tempo si dedica allo studio dell’abbigliamento antico. Gli esemplari sono realizzati in scala ridotta, ma con una precisa attenzione alle modalità di realizzazione, al tipo di cuciture, alla scelta delle stoffe. Ogni pezzo è accompagnato dall’immagine da cui è tratto, a testimoniare che non si tratta di semplici abiti «in stile», ma di precise ricostruzioni di quel che indossava un determinato personaggio raffigurato in una pittura.
Tra i pezzi esposti nella mostra, uno pone degli interrogativi che riguardano proprio Federigo Stibbert e Scarperia. Si tratta di un bel coltello da tavola a lama larga, del tipo usato per fare le porzioni, col manico in avorio scolpito con una scena biblica: Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre insieme all’albero col serpente. Il gusto fa pensare a esemplari del XVII secolo, ma la lama reca un marchio su due righe poco leggibile: «…LDO …NCHI – SCARPERIA». L’unico artefice scarperiese che vi corrisponde è Leopoldo Banchi, nato nel 1855 e attivo negli anni in cui Federigo Stibbert dava una sistemazione alle sue collezioni.

Almeno la lama deve essere dunque contemporanea al grande collezionista. Ma il manico? Se l’intero coltello provenisse da Scarperia bisognerebbe ammettere che in questo centro, verso la fine dell’Ottocento, si facessero anche riproduzioni in stile antico di ottimo livello, cosa di cui finora non si è mai avuta notizia. Se invece il manico è più antico, si tratterebbe di uno di quegli interventi di completamento a cui Stibbert ricorse in varie occasioni.

Ferri per Guarire

 

Dal 31 Maggio al 15 Settembre 2002

Nella storia delle tecniche elaborate dall’uomo per la cura della salute, un ruolo determinante è sempre stato svolto da un insieme di trattamenti di tipo manuale, cui si è soliti dare il nome di chirurgia. In realtà i progressi in questo campo, dai primi rudimentali interventi di soccorso alla moderna tecnica chirurgica, sono stati enormi e persino l’uso del medesimo termine per realtà così diverse richiede una certa cautela. All’uomo contemporaneo appare naturale considerare la chirurgia come una branca della medicina che si occupa della salute del paziente con finalità analoghe, anche se con tecniche diverse, rispetto a quelle della medicina interna. Storicamente però chirurgia e medicina hanno conosciuto momenti di totale separazione e, in particolare, per alcuni secoli, fra il basso medioevo e l’età moderna, le pratiche chirurgiche hanno subito una forte svalutazione, dovuta all’azione congiunta dei pregiudizi sociali contro il lavoro manuale e del tabù religioso nei confronti delle operazioni compiute sul corpo umano “con il ferro e con il fuoco”, il cui più antico documento è probabilmente la bolla papale di Innocenzo III, Ecclesia abhorret a sanguine, che risale al 1215.

Solo con il Settecento e i Lumi, le diverse vicende di progresso delle tecniche operatorie e di riforma del sistema di reclutamento e di formazione dei chirurghi metteranno fine a tali pregiudizi, dando avvio a un vero e proprio processo di emancipazione culturale e sociale della chirurgia. Nel volgere di un cinquantennio i chirurghi si libereranno della imbarazzante convivenza nella stessa arte minori con barbieri e flebotomi e si emaciperanno almeno in parte dalla tutela esercitata sull’esercizio della chirurgia dai medici laureati (medici fisici, secondo la dizione collegiale allora corrente), il cui collegio professionale decideva, in molti paesi e fino alla seconda metà del XVIII secolo, dell’autorizzazione all’esercizio delle attività di speziale e di chirurgo.

Un contributo decisivo a questo processo fu dato dalle autorità pubbliche che, quasi ovunque nel corso di questo periodo, attueranno una riforma del sistema di reclutamento e formazione dei chirurghi, comprendente un curriculum di studi teorici e un tirocinio pratico, entrambi da svolgersi in una delle numerose scuole ospedaliere. Soltanto con il secolo successivo e i grandi progressi tecnici e scientifici, la formazione dei chirurghi sarà parificata, anche formalmente, a quella medica, e i diversi insegnamenti riuniti in un’unica facoltà universitaria, mentre la diffusione delle due maggiori innovazioni chirurgiche dell’Ottocento, l’anestesia e le pratiche antisettiche, rivoluzionerà le tecniche operatorie e la concezione stessa della chirurgia.

La mostra Ferri per guarire, che raccoglie strumenti chirurgici, manuali di chirurgia e altre immagini d’epoca a partire dalla seconda metà del Settecento fino a tutto l’Ottocento, permette di cogliere lo sviluppo della chirurgia nelle due fasi appena delineate di emancipazione (XVIII secolo) e di definitiva affermazione (XIX).

Essa documenta innanzitutto l’apparizione di una nuova figura di chirurgo, emersa dalla riforme settecentesche: un maestro d’arti, ancora parzialmente escluso dai titoli maggiori, ma già sensibile ai progressi delle conoscenze anatomiche e fisiologiche e aperto alla sperimentazione di nuove tecniche operatorie o di strumenti chirurgici. Ne sono prova gli incrementi quantitativi e la diversificazione della produzione di ferri chirurgici nel periodo in esame, che è testimoniata dagli strumenti esposti. I progressi sono particolarmente sensibili nel campo delle pratiche connesse alla chirurgia militare, ma anche tecniche operatorie antichissime come la trapanazione del cranio e la litotomia ne sono sconvolte, con l’introduzione, molto bene documentata dalla mostra, di tecniche operatorie innovative e conseguentemente di nuove tipologie di ferri chirurgici. Particolare è il caso dell’ostetricia, il cui sviluppo è certo legato alla diffusione delle idee illuministiche, che rimossero il pregiudizio religioso contro le donne in gravidanza e il parto e indussero la pubblica amministrazione a un intervento deciso nell’assistenza prestata alle donne in maternità. I ferri esposti documentano tale passaggio: a un primo momento in cui i chirurghi intervenivano solo in caso di gravi complicazioni del parto corrispondono strumenti embriotomici e altri strumenti traenti per l’estrazione del feto morto, mentre alla crescita degli interventi chirurgici fa riscontro la diffusione di strumenti ostetrici da usarsi in condizioni ordinarie, come il forcipe, il cui sviluppo, ben illustrato dalla collezione di ferri esposta, segue un evoluzione tipica del progresso delle esperienze e delle conoscenze anatomiche. Dalla rudimentale leva di Roonhuysen si passa al forcipe di Chamberlen e a quello di Palfyn, con l’unica curvatura corrispondente a quella cefalica del feto, per poi arrivare, attraverso varie forme di passaggio, ai forcipi di Levret e Smellie, che presentano una seconda curvatura corrispondente a quella pelvica della madre, per concludere impostando in maniera scientifica anche il problema della trazione, risolto dal forcipe di Tarnier soltanto alla fine del XIX secolo.

La mostra prosegue documentando la definitiva affermazione della chirurgia con le acquisizioni dell’anestesia, che permetterà di combattere il primo nemico tradizionale della pratica medica, cioè il dolore del paziente, e delle pratiche antisettiche, che si affermeranno con fatica, ma che rappresenteranno senza dubbio uno dei maggiori progressi, in termini di vite umane, di tutta la storia universale. A parte alcune illustrazioni, alcune delle quali di assoluto valore storico, la nascita dell’anestesiologia e la scoperta della sepsi sono documentate indirettamente dall’evoluzione degli strumenti. Se il chirurgo può operare un paziente incosciente e senza preoccuparsi delle possibili infezioni susseguenti, la durata dell’intervento e la sua profondità si possono allargare a dismisura, permettendo lo studio di operazioni complesse e la nascita di vere e proprie specializzazioni, come la chirurgia addominale, toracica e cranica. Anche gli strumenti risentono di questo nuovo approccio, specializzandosi e rispondendo in maniera sempre più precisa alle nuove esigenze operatorie e alle conoscenze anatomiche e fisiologiche. La mostra, lontana da ogni pretesa di esaustività, presenta alcuni strumenti significativi di questa fase di definitiva affermazione della chirurgia, che conclude il nostro percorso espositivo.

ROBERTO DEL BUFFA

Lame d’Africa

 

Dal 1 Giugno al 16 Settembre 2001 

La serie, ormai lunga, di mostre annuali che si sono tenute a Scarperia ha svolto in varie edizioni il tema della coltelleria, e più in generale delle lame, mantenendo costante l’attenzione all’ambiente produttivo italiano ed europeo. Questa edizione propone invece, per la prima volta, le lame africane: coltelli, armi, utensili taglienti di culture profondamente diverse da quella in cui si è sviluppata l’attività dei nostri coltellinai.
L’occasione è offerta dal copioso e affascinante materiale che costituisce le collezioni africane del Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia dell’Università di Firenze. Il nucleo principale è costituito da pezzi provenienti dal Congo, che presentano una grande varietà di forme, una sapiente lavorazione e uno spiccato gusto decorativo. Si tratta in realtà di manufatti che meritano di essere considerati con attenzione, anche per scoprire caratteristiche funzionali che non risultano subito evidenti a causa della grande diversità rispetto ai modelli europei, ai quali sono difficilmente assimilabili. Per rendere ancora più completo il quadro delle tipologie congolesi, la mostra riunisce altri pezzi dell’analogo museo dell’Università di Torino.
Vi sono poi lame provenienti da altre aree, così che sono rappresentate diverse popolazioni (Bantu, Zulu, Masai, Pigmei, Boscimani, ecc.) senza tuttavia comprendere l’intero continente africano, anzi circoscrivendo di proposito il campo alle culture che sono state meno soggette a influenze esterne. I pezzi sono tutti di antica acquisizione, raccolti in esplorazioni e spedizioni di studio ormai storiche, e questo li rende ancor più “genuini” dal punto di vista delle possibili contaminazioni.
La mostra comprende circa duecento pezzi tra coltelli, armi e ferri taglienti vari, diversi per forme, dimensioni, utilizzazione. Tra gli oggetti più piccoli vi sono le lame per rasatura, quelle per circoncisione, gli strumenti di una chirurgia che non era estranea alla medicina locale. Poi coltelli di vario genere, pugnali, altre armi corte da impugnare o da lanciare, ma difficilmente classificabili secondo le nostre categorie abituali, spesso conformate in un modo che può apparire semplicemente fantasioso, ma che in mani esperte avevano una specifica funzionalità.
Di lance e frecce sono stati scelti alcuni esemplari particolarmente significativi per la lavorazione delle punte in ferro. Vi sono poi utensili taglienti per l’agricoltura, arnesi del fabbro, piccole punte per cavarsi le spine dai piedi, e altro ancora. Non mancano strumenti inquietanti, come i terribili artigli di ferro con cui gli adepti della setta degli uomini-leopardo dilaniavano le vittime. Un’altra trentina di oggetti africani di vario genere, anch’essi provenienti dal museo fiorentino o da quello torinese, fanno da contorno.
Non c’è dubbio che, in un raffronto con la produzione europea, l’aspetto più evidente sia quello della diversità. Ma un’analisi più attenta può mettere in evidenza anche analogie significative: l’arma o lo strumento che divengono indice di rango, o che assumono una particolare funzione simbolica, o rituale, sono presenti in entrambe le culture, pur se in forme diverse. E anche sul piano materiale, il forgiatore africano posto di fronte alla necessità di ottenere lame efficaci economizzando il ferro, affrontava in pratica lo stesso problema dell’artigiano del Medioevo europeo, quando il ferro anche qui scarseggiava, o del coltellinaio dell’Ottocento che doveva comunque risparmiare sulla materia prima, e le soluzioni trovate sono talvolta simili, o comunque possono essere oggetto di paragoni interessanti. L’auspicio è quindi che questa mostra non costituisca una conclusione, ma uno spunto e uno stimolo per futuri approfondimenti.

27° Mostra Mercato dei Ferri Taglienti

 

Dal 19 Maggio al 4 Giugno 2000

 

– Antichi Guerrieri, artigiani  d’Oggi

– I coletti di Randall

Sul Filo del rasoio

 

Dal 27 Agosto al 12 Settembre 1999

 

200 anni di rasoi di sicurezza nel mondo. La collezione Lorenzi

XXV Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 

Dal 28 Agosto al 13 Settembre 1998

 

Mostre Collaterali :

– Coltelli e pugnali del Bargello

– Il coltello Custom Italiano

– Mostra di umorismo grafico

XXIV Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 28 Agosto al 14 Settembre 1997

XXIII Mostra mercato dei ferri taglienti

Dal 30 Agosto al 15 Settembre 1996

XXII Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 26 Agosto al 17 Settembre 1995

XXI Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 27 Agosto al 18 Settembre 1994

XX Mostra mercato dei ferri taglienti e del ferro battuto

 

Dal 18 Agosto al 19 Settembre 1993

Lame di Solingen

Dal 29 Agosto al 13 Settembre 1992 

XVIII Mostra mercato dei ferri taglienti e del ferro battuto

Dal 1 al 15 Settembre 1991 

 

Mostre Collaterali:

– La sciabola : storia di un’arma e di un costume

– Artigianato sardo dei coltelli

XVII Mostra mercato dei ferri taglienti e del ferro battuto

Dal 2 al 16 Settembre 1990 

 

Mostre   Collaterali:

 

– La coltelleria Francese

– Le armi di Sandokan

L’altra faccia del coltello

Dal 27 Agosto al 10 Settembre 1989

XV Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 28 Agosto al 11 Settembre 1988

 

Mostre collaterali:

– Il cavallo, accessori e curiosità

ospiti:  Sindaco e Delegazione di Laguiole

XIV Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 

Dal 30Agosto al 13 Settembre 1987 

 

Mostra Collaterale:

– Balocchi e profumi.

XIII Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 31 Agosto al 14 Settembre 1986

 

Mostre collaterali:

– Storia dei vigili del fuoco

XII Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 

Dal 1 Settembre al 15 Settembre 1985

 

Mostra Collaterale :

– Storia del Circo

XI Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 26 Agosto al 9 Settembre 1984

 

Mostre collaterale:

– Storia della Birra

– Storia del Figurino Piatto

X Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 Dal 28 Agosto al 9 Settembre 1983

 

Mostra collaterale:

– Storia delle Auto

IX Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 29 Agosto al 12 SEttembre 1982

 

Mostre Collaterali:

– Storia delle ferrovie

– C’era una volta

VII Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 

Dal 30 Agosto al 14 Settembre 1980 

 

Mostre Collaterali:

– Il Figurino storico (1800-1918)

– 1°* mostra circolo filatelico fiorentino

–  Motori del passato ( settembre 1980)

V Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

 Dal 2 al 10 Settembre 1978

IV Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 28 Agosto al 8 Settembre 1977 

II Mostra mercato dei Ferri Taglienti e del Ferro Battuto

Dal 1 al 8 Settembre 1975